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"In His Shoes", sulle orme del Maestro

March 22, 2019

(la collezione di Re/Enchanting dedicata a Carlo Scarpa).

Questa volta c’è un po’ di timore, a giocare con le parole: ci mettiamo, metaforicamente, nei suoi panni, (in his shoes, appunto, in inglese), camminiamo sui suoi passi, seguiamo le sue orme. Tutte espressioni cui ben si presta il cognome del Maestro per antonomasia del design, Carlo Scarpa.

Un mostro sacro, alle cui visioni estetiche tutti siamo debitori, per averci educato al bello. Ma, con un misto di timore reverenziale e incoscienza entusiasta, ci lanciamo nell’impresa di creare una collezione dedicata a Scarpa per il Qshop della “sua” Fondazione Querini Stampalia e, qui, ci lanciamo nell’impresa di cercare di raccontarla…

Opere uniche e controcorrente, quelle di Scarpa, artista che ebbe l’intuizione geniale di elevare l’artigianalità italiana alla sfera nobile intellettuale, grazie ai raffinati dettagli tecnologici che troviamo in tutte le sue opere, i famosi “giunti ornamento”e ad una spiccata sensibilità per i materiali, filo conduttore di tutti i suoi progetti.

Scarpa fu un architetto stanziale, legato fortemente al suo territorio, Venezia e il Veneto, ed era un incontro predestinato, quello dei souvenir urbani dedicati alla città lagunare, con un architetto/non architetto (ché anche lui, come altri grandi, non era laureato in architettura) la cui opera può ben essere una chiave di lettura del territorio, della sua Venezia. Un artista che è stato definito “artigiano bizantino”, “scalpellino romanico”, “gioielliere gotico”, per la sua conoscenza profonda della materia e della lavorazione artigianale: ci piace pensare che avrebbe condiviso la visione di re/enchanting e si sarebbe divertito a creare dei souvenir urbani di qualità…

Tra i materiali preferiti di Scarpa abbiamo il vetro e il mosaico, con attenzione particolare alla lavorazione artigianale del primo e agli incredibili effetti luministici offerti dal secondo: il mosaico a Venezia è quello della Basilica di San Marco, ma è anche quello del negozio Olivetti, in Piazza San Marco, disegnato da Scarpa.

Abbiamo il cemento, il legno, il calcestruzzo, l’ottone, il ferro battuto: materiali antichi e moderni che dialogano e si esaltano spesso a vicenda. Ne è esempio la cancellata meravigliosa della Fondazione Querini Stampalia, portone in ferro battuto che evidenzia un altro leit motiv dell’estetica scarpiana: l’uso dell’acqua, considerata un elemento integrante dell’architettura.

Scarpa, da buon veneziano, sa bene che non può tenere fuori l’acqua, per cui la integra nelle sue architetture. Acqua elemento dai forti significati religiosi e meditativi, ma anche elemento decorativo centrale di per sé.

E poi, naturalmente, l’importanza della luce, esaltata proprio dall’acqua, ma anche dai mosaici, riflessa nel vetro, studiata fin nel dettaglio nei meravigliosi allestimenti che il Maestro fece per Cappellin, per Venini, per Olivetti.

Da qui siamo partiti, riprendendo alcune delle forme pure e perfette che Scarpa ha usato nei suoi progetti più famosi, o ricreando, nei nostri souvenir, un richiamo a particolari della Fondazione: una fontana, una tessera di mosaico. E, nel rispetto della pulizia formale e della purezza della materia care al Maestro, i souvenir di questa specialissima collezione, hanno nomi semplici, immediati: parlano da soli.

Ecco a voi Ring, Stone Ring, Stone Ring II, Circles, Mosaic Tile.

I nostri omaggi a Carlo Scarpa e a Venezia: forme senza tempo, per uno stile speciale, sempre.

 

 

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